Domande frequenti
1.Qual è la differenza fra strutture operative proprie e strutture operative affiliate?
Le strutture operative proprie sono dei punti vendita di proprietà di Kikia, sotto il suo diretto controllo e con personale alle sue dipendenze, mentre le strutture operative affiliate sono gestite dai partner di Kikia.
La differenza consiste nel fatto che nel secondo caso il gestore è un imprenditore che lavora in proprio, per se stesso, organizzando in piena libertà il suo tempo e le sue attività. È una persona che ha deciso di investire le proprie risorse ed energie nella realizzazione di un progetto: è animato da un proposito e Kikia gli offre gli strumenti per poterlo attuare.
2.Come mai indicate un requisito di almeno 20mq di superficie espositiva? Esiste una flessibilità nelle dimensioni richieste per il negozio?
Le dimensioni minime indicate sono quelle necessarie affinchè si riesca a disporre di uno spazio sufficiente per mostrare la merce alla clentela in modo efficace ai fini dell’acquisto: è difficile riuscire a vendere ciò che il cliente non può vedere!
Si tratta quindi di un requisito che influisce direttamente sulla qualità del vostro lavoro. Per questo la possibilità di flessibilità è relativa e dipende da diversi fattori, tra i quali la posizione del punto vendita. Richiedi una consulenza.
3.Come posso calcolare l’investimento iniziale necessario per aprire un nuovo negozio? Quanto sono indicativi i costi di allestimento che segnalate sul vostro sito?
Tutti questi dati vanno calcolati caso per caso perchè dipendono dalle condizioni in cui si trova il locale da adibire a negozio e dai lavori necessari prima della sua apertura. Per questo Kikia mette a vostra disposizione i suoi esperti a cui potrete chiedere una consulenza.
4.Perché non specificate una stima di fatturato annuo previsto?
Non è possibile indicare dei dati validi in generale. Le effettive prospettive di fatturato vanno calcolate sullo specifico punto vendita perchè variano in base alle caratteristiche peculiari del vostro negozio (struttura, alestimento, ubicazione, costi di gestione…).
5.Cosa significa zona in esclusiva?
È la possibilità di essere l’unico rivenditore Kikia in una determinata città. Viene accordata se sussistono certe condizioni che vi potranno essere chiarite dai nostri esperti. Chiedi una consulenza.
6.Come avviene la fatturazione da parte di Kikia?
Viene effettuata ogni settimana sul venduto.
7.Che genere di assistenza ottengo?
Kikia offre assistenza a più livelli:
- valutazione del punto vendita: analisi del mercato, business plan, scelta dell’allestimento;
- predisposizione di un progetto di allestimento completo del punto vendita;
- possibilità di fare un’esperienza di prova presso un punto vendita operativo, prima della stipula del contratto;
- nel corso dell’anno, pianificazione della pubblicità a livello nazionale e locale;
- progettazione di campagne di promozione su punto vendita;
- ritiro della merce invenduta a fine stagione;
8.Posso usare i miei fornitori per l’allestimento?
Kikia offre un progetto di allestimento completo indicando una serie di fornitori di comprovata qualità ed efficienza. Se preferite potete rivolgervi ai vostri fornitori di fiducia a condizione che essi si attengano alle linee guida estetiche, qualitative e funzionali indicate da Kikia.
9.Posso seguire degli stage formativi?
Kikia offre a tutti i suoi futuri affiliati la possibilità di fare un’esperienza di prova presso un punto vendita operativo, prima della stipula del contratto.
10.I costi di formazione sono inclusi?
Sì, Kikia offre ai suoi partner affiliati la possibilità di fare un’esperienza di prova presso un punto vendita operativo e si occupa, inoltre, della formazione del loro personale.
11.Qual è la proposta di franchising che fa a caso mio?
Grazie al franchising vi si apre la strada per concretizzare il vostro desiderio imprenditoriale. Affinchè il vostro progetto abbia successo è importante che scegliate in modo consapevole il franchisor a cui affidarvi e per trovare quello che fa al caso vostro dovete, innanzitutto, valutare attentamente i vostri interessi e le vostre attitudini.
In tutti i settori sono presenti proposte che funzionano. Individuato l’ambito adatto, sono tanti gli elementi da valutare nella scelta del franchisor, ad esempio l’idea imprenditoriale, i valori, il know-how, la struttura organizzativa e di supporto, la possibilità di formazione, la redditività finale.
12.Perchè non indicate dei dati di fatturato medio per punto vendita?
Il fatturato medio è un’astrazione statistica, che non aiuta a valutare le effettive prospettive di ricavo del punto vendita che sei interessato ad aprire. Il dato più importante da sapere è il punto di pareggio (break even point), che deve essere calcolato caso per caso.
13.Qual è il mio punto di pareggio e quanto tempo sarà necessario per raggiungerlo?
Dipende da costi e fatturato, e potrà essere calcolato solo con una valutazione su misura basata sulle caratteristiche peculiari del vostro negozio (struttura, alestimento, ubicazione, costi di gestione…). Il nostro staff per lo sviluppo commerciale è a vostra disposizione proprio per assistervi nello sviluppo di un business plan che tenga conto di tutte queste variabili.
14.Quanto personale mi serve per la gestione del negozio?
In genere è sufficiente la presenza di una persona a tempo pieno affiancata da una che lavori part-time nei periodi di maggiore affluenza (weekend, festività…).
Questo dato può variare in base alle caratteristiche del negozio, infatti una struttura ben studiata e un adeguato allestimento possono permettere un alto grado di efficienza anche con un personale ridotto.
15.Ho letto che avete predisposto un progetto di allestimento completo del punto vendita: quanto conta l’allestimento sul rendimento di un negozio?
Conta moltissimo, per due ragioni: innanzitutto un negozio ben strutturato riduce il numero di personale necessario e di conseguenza diminuisce le spese di gestione, inoltre la studiata disposizione di ogni singolo elmento di arredo permette di esporre la merce nel modo più efficace: ricordate che è difficile riuscire a vendere ciò che il cliente non può vedere!
Il blog scritto dai migliori Franchising Manager descrive la formula del conto vendita come particolare modalita' distributiva dal produttore al consumatore
sabato 12 febbraio 2011
martedì 8 febbraio 2011
I migliori progetti franchising conto vendita
Vuoi conoscere i migliori progetti franchising di borse conto vendita selezionati per te
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http://www.franchisingmanager.it/franchising-borse-in-conto-vendita/
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Franchising borse conto vendita
La formula del conto vendita e il contenimento del valore delle scorte presso il punto vendita e l’elevata rotazione del prodotto, entrambi presupposti importanti per la redditività dell’impresa affiliata, sono facilitate da una procedura di riassortimento automatico sul venduto che supporta i gestori dei negozi salvaguardandone l’autonomia imprenditoriale affinchè abbiano presso il punto vendita il migliore assortimento per tutti i modelli delle collezioni disponibili.
Il riassortimento è curato mediante consegne settimanali per pezzo singolo, nella variante di colore scelta dall’affiliato. Il costante rinnovarsi delle collezioni moda riduce l’incidenza dei saldi di fine stagione che, di fatto, sono marginali nell’economia del negozio
L’affiliatoè inoltre gratificato dai margini di assoluta eccellenza sul prodotto senza subire il peso di royalties o fee d’ingresso.
Per aumentare il livello di sicurezza è stata formulata la formula del franchising conto vendita senza rischi rimanenze
Se vuoi conoscere altri progetti franchising borse in conto vendita clicca qui http://www.franchisingmanager.it/franchising-borse-in-conto-vendita/http://www.franchisingmanager.it/franchising-borse-in-conto-vendita/
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Franchising abbigliamento uomo conto vendita
Ciao ci incontriamo in uno di quei momenti decisivi un momento in cui l’economia è in subbuglio sono qui per spiegarti uno di progetti che sono in linea con le esigenze di oggi.
La mancanza di fiducia, l’assenza di denaro, la mancanza di specializzazione ci dicono che la crisi non è reale, ma è solo di chi non ha seguito la strada giusta.
Il nostro progetto è in ottimo avanzamento nello sviluppo e lo possiamo definire un progetto anticrisi se pensiamo al solo fatto che la merce non viene acquistata dal franchisee e viene pagata solo dopo la vendita al consumatore finale.
Selezioniamo persone che come noi sono pronte all’impegno quotidiano, al sacrificio ai comportamenti etici, oltre 1.000 persone hanno richiesto di affiliarsi al nostro franchising solo 8 sono in linea con le nostre richieste.
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Vuoi aprire un negozio in conto vendita?
Vuoi creare un attività tutta tua?
Allora sei capitato nel posto giusto! FranchisinManager è il portale che ti offre i progetti piu convenienti in conto vendita a basso costo di investimento.
Apri subito un negozio! Questo è il portale dei professionisti retail attraverso il quale offiramo una consulenza mirata a tutti coloro che vogliono affiliarsi e che sono alla ricerca di vere opportunita' di business. Potrai aprire il tuo negozio in modo semplice e veloce.
La metodologia di presentazione e gestione del contatto e' curata dalla Promo Retail Group. Diversi dei nostri progetti usano la formula del conto vendita.
E' una formula innovativa e sicura di investimento, clicca qui per maggiorni dettagli!
Vuoi sviluppare la tua catena in Franchising?
Franchising Manager è il primo ufficio franchising in outsourcing, capace di condividere con te il tuo progetto di crescita nell' ambito del sistema franchising e di sostenere la tua catena con un sistema innovativo specializzato nel recluting e nella selezione di potenziali affiliati. Se vuoi conoscere il servizio clicca qui.
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Franchising conto vendita di accessori
Benvenuto
nell' Area che illustra i vantaggi del primo franchising accessori in Italia Kui-oh
nel segmento Accessori Donna con la formula del conto vendita.
Questa formula ha permesso di aprire nelle più prestigiose location nelle Regioni
Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia..
Kui-Oh il franchising accessori direttamente dal produttore al consumatore finale…
Per aprire un negozio in franchising di accessori moda in conto vendita bisogna avere un negozio disponibile con una metratura che va dai 15 ai 50 mq e sincerarsi di avere una capacità tecnica di investimento di almeno 15.000 €.
L' investimento è orientato a creare una macchina per vendere moderna e al passo con le esigenze delle consumatrici.
La formula del conto vendita permette all' affiliato di non fare rimanenze e soprattutto di pagare la merce solo dopo averla venduta e non prima.
L' affiliato si concentrerà unicamente sul servizio al consumatore e sulla vendita.
I riassortimenti di prodotto venduto possono essere fatti tranquillamente dal negozio evitando costi di spostamento utilizzando un software di collegamento con la casa madre che permette di scegliere e selezionare tutti i prodotti disponibili in sede.
Sono questi i negozi in franchising di accessori moda in conto vendita che non conoscono crisi...
Un sistema di Forniture che si adatta alla location con aree promozionali dedicate.
E TU?
Sei pronto ad impegnarti seriamente per avere delle rendite
automatiche di denaro con la vendita di bijoux e accessori moda in franchising?
Cerchiamo persone serie, determinate, oneste, pronte all'impegno.
Se sei una di queste ed hai un punto vendita da 20 a 50 mq, allora puoi diventare esclusivista di zona dei nostri prodotti e accessori moda per donna in franchising.
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I 7 step da valutare prima di aprire un franchising
I 7 step da valutare prima di aprire un negozio di abbigliamento in franchising
Se stai pensando di aprire il tuo negozio di abbigliamento in franchising, ci sono 7 verifiche che è bene fare:
1. la prima cosa da verificare è il tipo di prodotto che il franchising propone. Come ti sembra il prodotto rispetto ai gusti del pubblico della tua zona? E la concorrenza sulla stessa fascia di pubblico, come sarebbe? a livelli accettabili o fin troppo accanita?
2. la seconda cosa da verificare è la disponibilità del locale che pensi di avere, verifica la metratura e i costi di affitto rispetto al format richiesto dal franchisor. La zona ed il tipo di locale si adatterebbero bene alla tipologia di prodotto?
3. la terza cosa da verificare è la serietà del franchising. Se puoi, vai a trovarli nella loro sede, per vedere come lavorano. Fatti spiegare come seguono gli affiliati. Visita altri negozi affiliati, così da capire come potrà essere il tuo negozio con loro.
4. la quarta cosa da verificare sono i termini di pagamento della merce. Ti offrono il conto vendita? Cosa succede in caso di merce invenduta? Fai bene il calcolo dell’investimento che ti è necessario per avviare l’attività, tenendo conto anche di eventuali imprevisti.
5. la quinta verifica da fare è sui margini. Confronta il profitto che ti offre ciascun franchising, magari tenendo conto dei volumi che un marchio più noto potrebbe garantirti. Quale franchising sembra offrirti il miglior profitto?
6. la sesta verifica da fare è sulla capacità del franchising di offrire di stagione in stagione un prodotto capace di vendere, al passo con i tempi e le mode. Chiedi come creano le collezioni e quali attività svolgono per garantire agli affiliati un prodotto che va.
7. la settima verifica da fare è sul contratto. Controlla che non ci siano clausole troppo impegnative o che potrebbero danneggiarti in caso di problemi imprevisti.
Detto questo, una volta trovato il franchising più adatto a te, ti conviene agire subito e con energia, per iniziare al più presto la tua nuova avventura imprenditoriale, con tutte le soddisfazioni che può darti!
Puoi trovare progetti già selezionati sul portale www.franchisingmanager.it
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2. la seconda cosa da verificare è la disponibilità del locale che pensi di avere, verifica la metratura e i costi di affitto rispetto al format richiesto dal franchisor. La zona ed il tipo di locale si adatterebbero bene alla tipologia di prodotto?
3. la terza cosa da verificare è la serietà del franchising. Se puoi, vai a trovarli nella loro sede, per vedere come lavorano. Fatti spiegare come seguono gli affiliati. Visita altri negozi affiliati, così da capire come potrà essere il tuo negozio con loro.
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Merce in conto vendita
Franchising conto vendita
Merce in conto vendita totale o parziale
Rischi ridotti per il commerciante
Avere la merce in conto vendita significa che il proprio negozio è rifornito dei prodotti della collezione sempre dalla Casa Madre proprietaria del marchio e che solo quando la merce è effettivamente venduta viene pagata (dal franchisee o gestore del negozio) per la quota parte stabilita dal contratto.
In pratica il commerciante a inizio stagione riceve un impianto base di merce e in base alle vendite può riordinarne quante glie ne necessitano senza acquisti o esborsi economici immediati.
Se la merce è in conto vendita in realtà non è legalmente del gestore del punto vendita pertanto ecco che in questi casi le aziende richiedono fidjussioni per garanzia dei prodotti ancora di loro proprietà ma non in loro possesso.
Il conto acquisto è tecnicamente simile ovvero si paga magari ogni settimana o ogni mese in base all’effettive vendite realizzate ma con la semplice differenza rispetto al conto vendita che a inizio stagione l’azienda Franchisor (proprietaria del marchio) emette una fattura del valore della merce stessa e un a nota di credito a fine stagione per i resi eventuali.
In questo caso una differenza o l’altra al lato pratico non ha grandi implicazioni commerciali dobbiamo invece capire ora come i contratti legali possono “intrecciarsi” a queste formule (resi parziali o totali, software di gestioni inventari ecc..)
Merce in conto vendita totale o parziale
Rischi ridotti per il commerciante
Avere la merce in conto vendita significa che il proprio negozio è rifornito dei prodotti della collezione sempre dalla Casa Madre proprietaria del marchio e che solo quando la merce è effettivamente venduta viene pagata (dal franchisee o gestore del negozio) per la quota parte stabilita dal contratto.
In pratica il commerciante a inizio stagione riceve un impianto base di merce e in base alle vendite può riordinarne quante glie ne necessitano senza acquisti o esborsi economici immediati.
Se la merce è in conto vendita in realtà non è legalmente del gestore del punto vendita pertanto ecco che in questi casi le aziende richiedono fidjussioni per garanzia dei prodotti ancora di loro proprietà ma non in loro possesso.
Il conto acquisto è tecnicamente simile ovvero si paga magari ogni settimana o ogni mese in base all’effettive vendite realizzate ma con la semplice differenza rispetto al conto vendita che a inizio stagione l’azienda Franchisor (proprietaria del marchio) emette una fattura del valore della merce stessa e un a nota di credito a fine stagione per i resi eventuali.
In questo caso una differenza o l’altra al lato pratico non ha grandi implicazioni commerciali dobbiamo invece capire ora come i contratti legali possono “intrecciarsi” a queste formule (resi parziali o totali, software di gestioni inventari ecc..)
Il conto vendita
Il conto vendita è una formula con cui il negoziante non paga la merce. A fine stagione paga solamente la merce venduta e rende l'invenduto. Questa formula è applicata soprattutto nei contratti di franchising, che possono prevedere contratti con conto vendita totale o conto vendita parziale, a seconda delle tipologia. il franchising con conto vendita è una garanzia enorme per il negoziante, che non si deve accollare il rischio e i costi della merce che non è riuscito a vendere ! I settori in cui si può applicare il conto vendita sono:
franchising abbigliamento donna,
franchising abbigliamento uomo
,
franchising intimo
,
franchising scarpe
,
franchising borse ed accessori
franchising abbigliamento donna,
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Prima di firmare un contratto suggerimenti
Nella stipula di contratti di franchising, soprattutto nella materia dei servizi, occorre prestare la dovuta attenzione ad alcuni elementi che si possono rivelare decisivi per il successo dell' "affare".
In primo luogo è bene definire ambiti ed estensioni della clausola di esclusiva eventualmente prevista nel contratto di franchising. Di norma essa è reciproca e, cioè, vincola il franchisee a non vendere beni (o prestare servizi) in concorrenza con quelli del franchisor e lo obbliga a non venderli (o prestarli) al di fuori del territorio assegnato e, dall'altra, vincola il franchisor a non vendere beni (o prestare servizi) nel territorio assegnato al franchisee personalmente o attraverso altri franchisees. Si tratta di una condizione importante in quanto l'esclusiva "non è un effetto naturale del contratto di franchising ma deve, di volta in volta essere prevista dalle parti"(così Tribunale di Lecce, 09/02/1990).
In secondo luogo, è bene regolamentare la durata del contratto. A tale riguardo può essere stipulato un contratto a tempo indeterminato - ed occorrerà allora disciplinare il diritto di recesso - o un contratto a tempo determinato - ed occorrerà allora disciplinare la facoltà di rinnovo. La durata del contratto dovrebbe, in ogni caso, essere tale da consentire al franchisee l'ammortamento degli investimenti effettuati (art. 3, comma 3, legge n. 129/2004).
Nella definizione dell'oggetto del contratto di franchising occorrerà avere particolare cura nella descrizione dell'insieme di formule, conoscenze, segni distintivi che individuano i prodotti e servizi del franchisor (il c.d. know-how). Tale minuta descrizione agevolerà il rispetto dell'indirizzo commerciale e dell'obbligo di esclusiva da parte del franchisee.
Sempre nella definizione dell'oggetto del contratto di franchising sarà bene definire analiticamente il tipo di consulenza commerciale, promozionale e di marketing che il franchisor si impegna ad offrire (ad es. prevedendo sessioni formative del personale dei franchisees).
È bene prevedere, nel contratti di franchising, l'obbligo, per il franchisee, di rispettare le direttive del franchisor anche in corso di rapporto, con l'impegno di adeguare l'aspetto del proprio esercizio, i segni distintivi utilizzati e la qualità delle prestazioni offerte al pubblico, alle eventuali variazioni che il franchisor imponesse all'intera rete. È inoltre essenziale definire, nell'ambito del contratto di franchising, con precisione (nell'interesse di entrambe le parti) l'ambito dell'obbligo di riservatezza sul know-how trasferito. È bene concordare l'obbligo del rispetto di determinati standard di qualità e definire le modalità di verifica dei suddetti standard.
In primo luogo è bene definire ambiti ed estensioni della clausola di esclusiva eventualmente prevista nel contratto di franchising. Di norma essa è reciproca e, cioè, vincola il franchisee a non vendere beni (o prestare servizi) in concorrenza con quelli del franchisor e lo obbliga a non venderli (o prestarli) al di fuori del territorio assegnato e, dall'altra, vincola il franchisor a non vendere beni (o prestare servizi) nel territorio assegnato al franchisee personalmente o attraverso altri franchisees. Si tratta di una condizione importante in quanto l'esclusiva "non è un effetto naturale del contratto di franchising ma deve, di volta in volta essere prevista dalle parti"(così Tribunale di Lecce, 09/02/1990).
In secondo luogo, è bene regolamentare la durata del contratto. A tale riguardo può essere stipulato un contratto a tempo indeterminato - ed occorrerà allora disciplinare il diritto di recesso - o un contratto a tempo determinato - ed occorrerà allora disciplinare la facoltà di rinnovo. La durata del contratto dovrebbe, in ogni caso, essere tale da consentire al franchisee l'ammortamento degli investimenti effettuati (art. 3, comma 3, legge n. 129/2004).
Nella definizione dell'oggetto del contratto di franchising occorrerà avere particolare cura nella descrizione dell'insieme di formule, conoscenze, segni distintivi che individuano i prodotti e servizi del franchisor (il c.d. know-how). Tale minuta descrizione agevolerà il rispetto dell'indirizzo commerciale e dell'obbligo di esclusiva da parte del franchisee.
Sempre nella definizione dell'oggetto del contratto di franchising sarà bene definire analiticamente il tipo di consulenza commerciale, promozionale e di marketing che il franchisor si impegna ad offrire (ad es. prevedendo sessioni formative del personale dei franchisees).
È bene prevedere, nel contratti di franchising, l'obbligo, per il franchisee, di rispettare le direttive del franchisor anche in corso di rapporto, con l'impegno di adeguare l'aspetto del proprio esercizio, i segni distintivi utilizzati e la qualità delle prestazioni offerte al pubblico, alle eventuali variazioni che il franchisor imponesse all'intera rete. È inoltre essenziale definire, nell'ambito del contratto di franchising, con precisione (nell'interesse di entrambe le parti) l'ambito dell'obbligo di riservatezza sul know-how trasferito. È bene concordare l'obbligo del rispetto di determinati standard di qualità e definire le modalità di verifica dei suddetti standard.
Legge sul franchising 2004
Il contratto di franchising o affiliazione commerciale è definito dall'art. 1 della legge n. 129/04, come quel contratto tra due soggetti giuridici economicamente indipendenti in base al quale una parte concede la disponibilità all'altra, verso corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti d'autore, Know-how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale, inserendo l'affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati beni o servizi.
Definizioni
L'art. 1 della legge n. 129/2004 contiene le definizioni degli elementi essenziali del contratto di franchising. Viene, così, definito:
il Know-how come patrimonio segreto, sostanziale ed individuato di conoscenze pratiche non brevettate dell'affiliante;
il diritto d'ingresso (entrance fee) quale cifra fissa che l'affiliato versa al momento della stipula del contratto di franchising;
le royalties come una percentuale commisurata al giro d'affari o in quota fissa, periodicamente dovuta all'affiliante;
beni dell'affiliante: i beni prodotti dall'affiliante o secondo le sue istruzioni e contrassegnati dal nome dell'affiliante".
Forma e contenuto del contratto
L'art. 3 della legge n. 129/2004 prevede che il contratto di franchising debba essere stipulato per iscritto sotto pena di nullità.
Il contratto di franchising, ai sensi del richiamato art. 3 deve espressamente indicare:
l'ammontare degli investimenti iniziali e delle eventuali spese di ingresso;
le modalità di calcolo e di pagamento delle royalties e l'eventuale indicazione di un incasso minimo da realizzare da parte dell'affiliato;
l'ambito dell'eventuale esclusiva territoriale;
la specifica descrizione del Know-how;
l'indicazione dei servizi d'assistenza tecnica e commerciale, di progettazione e allestimento e formazione offerti dall'affiliante;
le condizioni di rinnovo, risoluzione o eventuale cessione del contratto;
la durata che, qualora sia convenuta a tempo determinato, non dovrà essere inferiore a tre anni.
Con riferimento al contenuto del contratto di franchising siccome tipizzato dal legislatore, resta da comprendere quale sorte spetti a contratti di franchising stipulati in forma scritta che difettino di alcuno degli elementi indicati dall'art. 3 della legge n. 129/2004 (ad esempio che difetti dell'indicazione dell'ammontare dell'investimento iniziale - peraltro, sovente, dipendente da scelte imprenditoriali direttamente rimesse all'affiliato o dell'indicazione delle condizioni di rinnovo). Resta, cioè, da comprendere se le parti, nella loro autonomia negoziale, possano dar vita a schemi contrattuali atipici che si discostino dalla tipizzazione del contratto di franchising proposta dal legislatore.
Obblighi d'informazione a carico dell'affiliante
Il legislatore ha anche posto, a carico dell'affiliante, specifici obblighi informativi precontrattuali, imponendogli di fornire al potenziale affiliato, almeno trenta giorni prima della stipula, una copia del contratto corredata da una serie di documenti:
i principali dati relativi all'affiliante e, previa richiesta, copia dei suoi bilanci degli ultimi tre anni;
l'indicazione dei marchi utilizzati con il relativo titolo giustificativo (registrazione, deposito, licenza concessa da terzi o documenti comprovanti il concreto utilizzo;
una sintetica descrizione degli elementi caratterizzanti l'attività oggetto del contratto di franchising;
la lista degli affiliati attuali e della variazione degli stessi negli ultimi tre anni;
la descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziari a carico dell'affiliante.
Ulteriori obblighi a carico delle parti
Gli artt. 5 e 6 della legge n. 129/2004 pongono a carico di affiliante e affiliato ulteriori obblighi che possono ritenersi espressione del generale principio di rispetto della correttezza e della buona fede nell'ambito delle trattative e nello svolgimento del rapporto. In particolare:
è previsto un obbligo di riservatezza a carico dell'affiliato e
un obbligo di informazione a carico dell'affiliante;
l'affiliato non può trasferire la sede, se essa risulta dal contratto, senza il preventivo consenso dell'affiliante, salvo cause di forza maggiore.
Informazioni false e annullamento del contratto
Il comportamento dell'affiliante che fornisca informazioni false all'affiliato è qualificabile come comportamento doloso e, ai sensi dell'art. 1439 c.c., possa determinare l'annullamento del contratto su domanda dell'affiliato.
Tale specifica sanzione prevista per il caso delle false informazioni lascia, peraltro, aperta la questione relativa alle conseguenze, non già di false informazioni ma, ed è il caso certamente più frequente, di omesse informazioni o di reticenza. Si potrebbe, in tal caso, ipotizzare un inadempimento contrattuale e la possibilità di risolvere il contratto qualora l'inadempimento si configuri come di non scarsa importanza avuto conto dell'interesse dell'affiliato (art. 1455 c.c.).
Definizioni
L'art. 1 della legge n. 129/2004 contiene le definizioni degli elementi essenziali del contratto di franchising. Viene, così, definito:
il Know-how come patrimonio segreto, sostanziale ed individuato di conoscenze pratiche non brevettate dell'affiliante;
il diritto d'ingresso (entrance fee) quale cifra fissa che l'affiliato versa al momento della stipula del contratto di franchising;
le royalties come una percentuale commisurata al giro d'affari o in quota fissa, periodicamente dovuta all'affiliante;
beni dell'affiliante: i beni prodotti dall'affiliante o secondo le sue istruzioni e contrassegnati dal nome dell'affiliante".
Forma e contenuto del contratto
L'art. 3 della legge n. 129/2004 prevede che il contratto di franchising debba essere stipulato per iscritto sotto pena di nullità.
Il contratto di franchising, ai sensi del richiamato art. 3 deve espressamente indicare:
l'ammontare degli investimenti iniziali e delle eventuali spese di ingresso;
le modalità di calcolo e di pagamento delle royalties e l'eventuale indicazione di un incasso minimo da realizzare da parte dell'affiliato;
l'ambito dell'eventuale esclusiva territoriale;
la specifica descrizione del Know-how;
l'indicazione dei servizi d'assistenza tecnica e commerciale, di progettazione e allestimento e formazione offerti dall'affiliante;
le condizioni di rinnovo, risoluzione o eventuale cessione del contratto;
la durata che, qualora sia convenuta a tempo determinato, non dovrà essere inferiore a tre anni.
Con riferimento al contenuto del contratto di franchising siccome tipizzato dal legislatore, resta da comprendere quale sorte spetti a contratti di franchising stipulati in forma scritta che difettino di alcuno degli elementi indicati dall'art. 3 della legge n. 129/2004 (ad esempio che difetti dell'indicazione dell'ammontare dell'investimento iniziale - peraltro, sovente, dipendente da scelte imprenditoriali direttamente rimesse all'affiliato o dell'indicazione delle condizioni di rinnovo). Resta, cioè, da comprendere se le parti, nella loro autonomia negoziale, possano dar vita a schemi contrattuali atipici che si discostino dalla tipizzazione del contratto di franchising proposta dal legislatore.
Obblighi d'informazione a carico dell'affiliante
Il legislatore ha anche posto, a carico dell'affiliante, specifici obblighi informativi precontrattuali, imponendogli di fornire al potenziale affiliato, almeno trenta giorni prima della stipula, una copia del contratto corredata da una serie di documenti:
i principali dati relativi all'affiliante e, previa richiesta, copia dei suoi bilanci degli ultimi tre anni;
l'indicazione dei marchi utilizzati con il relativo titolo giustificativo (registrazione, deposito, licenza concessa da terzi o documenti comprovanti il concreto utilizzo;
una sintetica descrizione degli elementi caratterizzanti l'attività oggetto del contratto di franchising;
la lista degli affiliati attuali e della variazione degli stessi negli ultimi tre anni;
la descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziari a carico dell'affiliante.
Ulteriori obblighi a carico delle parti
Gli artt. 5 e 6 della legge n. 129/2004 pongono a carico di affiliante e affiliato ulteriori obblighi che possono ritenersi espressione del generale principio di rispetto della correttezza e della buona fede nell'ambito delle trattative e nello svolgimento del rapporto. In particolare:
è previsto un obbligo di riservatezza a carico dell'affiliato e
un obbligo di informazione a carico dell'affiliante;
l'affiliato non può trasferire la sede, se essa risulta dal contratto, senza il preventivo consenso dell'affiliante, salvo cause di forza maggiore.
Informazioni false e annullamento del contratto
Il comportamento dell'affiliante che fornisca informazioni false all'affiliato è qualificabile come comportamento doloso e, ai sensi dell'art. 1439 c.c., possa determinare l'annullamento del contratto su domanda dell'affiliato.
Tale specifica sanzione prevista per il caso delle false informazioni lascia, peraltro, aperta la questione relativa alle conseguenze, non già di false informazioni ma, ed è il caso certamente più frequente, di omesse informazioni o di reticenza. Si potrebbe, in tal caso, ipotizzare un inadempimento contrattuale e la possibilità di risolvere il contratto qualora l'inadempimento si configuri come di non scarsa importanza avuto conto dell'interesse dell'affiliato (art. 1455 c.c.).
Definizione franchising
Il franchising, o affiliazione commerciale, è una formula di collaborazione tra imprenditori per la distribuzione di servizi e/o beni, indicata per chi vuole avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, e preferisce affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato. Il franchising è infatti un accordo di collaborazione che vede da una parte un'azienda con una formula commerciale consolidata (affiliante, o franchisor) e dall'altra una società o una persona fisica (affiliato, o franchisee) che aderisce a questa formula.
L'azienda madre, che può essere un produttore o un distributore di prodotti o servizi di una determinata marca od insegna, concede all'affiliato, in genere rivenditore indipendente, il diritto di commercializzare i propri prodotti e/o servizi utilizzando l'insegna dell'affiliante oltre ad assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. In cambio l'affiliato si impegna a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor. In genere, tutto questo viene offerto dall'affiliante all'affiliato tramite il pagamento di una percentuale sul fatturato (royalty) e/o una commissione di ingresso (fee) insieme al rispetto delle norme contrattuali che regolano il rapporto.
In Italia il franchising è regolamentato dalla Legge 6 maggio 2004, n. 129.
L'azienda madre, che può essere un produttore o un distributore di prodotti o servizi di una determinata marca od insegna, concede all'affiliato, in genere rivenditore indipendente, il diritto di commercializzare i propri prodotti e/o servizi utilizzando l'insegna dell'affiliante oltre ad assistenza tecnica e consulenza sui metodi di lavoro. In cambio l'affiliato si impegna a rispettare standard e modelli di gestione e produzione stabiliti dal franchisor. In genere, tutto questo viene offerto dall'affiliante all'affiliato tramite il pagamento di una percentuale sul fatturato (royalty) e/o una commissione di ingresso (fee) insieme al rispetto delle norme contrattuali che regolano il rapporto.
In Italia il franchising è regolamentato dalla Legge 6 maggio 2004, n. 129.
Definizione di formula franchising conto vendita
Nei franchising di successo, la formula del conto vendita sembra ormai ben consolidata.
Gran parte dei progetti evidenziati su www.franchisingmanager.it presentano questa caratteristica.
IL COMMERCIO TRADIZIONALE….
Oggi i commercianti tradizionali anche se acquistano con ricarichi del 140% devono fare il conto con la contrazione dei consumi. In un anno di attività commerciale quasi sempre il 50% delle vendite si concentra in periodi normali, il 50% in periodi di saldi.
Il ricarico complessivamente si dimezza, se consideriamo le rimanenze fisiologiche di almeno un 10% ecco che il margine complessivo in genere si assesta intorno ad una percentuale che va dal 30 al 40% con scarsa soddisfazione per il commerciante, con grossi rischi anche se si sbaglia l’acquisto di una collezione piuttosto che un’altra….
Allora ecco che la formula del conto vendita viene in aiuto.
“L’investimento del commerciante si sposta sul contenitore punto vendita permettendo un ammodernamento dell’attività e non più sul prodotto”
Richiedi Informazioni
COME FUNZIONA?
Il franchisor un produttore specializzato concede la propria merce con esclusiva di zona con un ricarico del 100% senza rischio rimanenze.
La formula del conto vendita o del contratto estimatorio consiste nella merce data dal franchisor al franchisee per la vendita, quello che rimane torna al proprietario, che rimane il franchisor. Il ricavato viene dato alla casa madre e l’affiliato sul venduto ha la percentuale pattuita nel contratto.
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ECCO UN ESEMPIO DI FUNZIONAMENTO:
In genere una giusta percentuale per una giusta partnership si attesta sul 50% del prezzo di vendita.
Si fanno le vendite dal lunedì al sabato si vende ad esempio 1.000 euro al giorno per 6 giorni lavorativi, l’affiliato incassa 6.000 euro il lunedì successivo fa il bonifico al franchisor della metà 3.000 euro e riassortisce l’equivalente a valore di merce.
Le aziende che usano questo sistema possono essere diverse, possono essere marchi che vendono oggetti piccoli con un vasto assortimento, oppure all’opposto proprio coloro che hanno articoli pregiati ma voluminosi. Negli ultimi anni il conto vendita si è ben affermato nel settore abbigliamento, accessori, gioielli, dove il riassortimento del locale avviene settimanalmente.
Ma quali sono i pro e i contro e per chi?
A una prima occhiata sembra essere a vantaggio del franchisee che non si deve preoccupare di gestire rimanenze od altro.
Però ci sono vantaggi anche per i franchisor. Ad esempio questa formula è ottima per chi si vuole espandere all’estero o comunque ampliare la propria fetta di mercato, o lanciare un nuovo articolo. Inoltre a volte il franchisor la utilizza per finanziare il franchisee che non sempre trova riscontri positivi dagli istituti bancari per finanziamenti o altro. Può inoltre essere molto più vantaggioso a lungo termine di royalties o canoni che sono a scadenza o periodici.
Per il franchisee, inoltre alla spensieratezza, è quella di abbassare i costi del locale, grazie ad avere solo un piccolo magazzino e un continuo ricambio di merce da proporre in vetrina.
Questo sistema dipende molto dalla capacità di vendita del franchisee, che se ha queste caratteristiche può essere molto vantaggioso. I contro invece si presentano sotto forma di costo di spedizione, se non è direttamente la casa madre che ritira la merce. Inoltre la tipologia di merce e il momento dei saldi è comunque stabilito dal franchisor e quindi può rivelarsi limitante per coloro che hanno più uno spirito manageriale e invece essere una sicurezza per coloro che sono:
alla prima esperienza
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ECCO ALCUNI PROGETTI IN CONTO VENDITA
Gran parte dei progetti evidenziati su www.franchisingmanager.it presentano questa caratteristica.
IL COMMERCIO TRADIZIONALE….
Oggi i commercianti tradizionali anche se acquistano con ricarichi del 140% devono fare il conto con la contrazione dei consumi. In un anno di attività commerciale quasi sempre il 50% delle vendite si concentra in periodi normali, il 50% in periodi di saldi.
Il ricarico complessivamente si dimezza, se consideriamo le rimanenze fisiologiche di almeno un 10% ecco che il margine complessivo in genere si assesta intorno ad una percentuale che va dal 30 al 40% con scarsa soddisfazione per il commerciante, con grossi rischi anche se si sbaglia l’acquisto di una collezione piuttosto che un’altra….
Allora ecco che la formula del conto vendita viene in aiuto.
“L’investimento del commerciante si sposta sul contenitore punto vendita permettendo un ammodernamento dell’attività e non più sul prodotto”
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COME FUNZIONA?
Il franchisor un produttore specializzato concede la propria merce con esclusiva di zona con un ricarico del 100% senza rischio rimanenze.
La formula del conto vendita o del contratto estimatorio consiste nella merce data dal franchisor al franchisee per la vendita, quello che rimane torna al proprietario, che rimane il franchisor. Il ricavato viene dato alla casa madre e l’affiliato sul venduto ha la percentuale pattuita nel contratto.
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ECCO UN ESEMPIO DI FUNZIONAMENTO:
In genere una giusta percentuale per una giusta partnership si attesta sul 50% del prezzo di vendita.
Si fanno le vendite dal lunedì al sabato si vende ad esempio 1.000 euro al giorno per 6 giorni lavorativi, l’affiliato incassa 6.000 euro il lunedì successivo fa il bonifico al franchisor della metà 3.000 euro e riassortisce l’equivalente a valore di merce.
Le aziende che usano questo sistema possono essere diverse, possono essere marchi che vendono oggetti piccoli con un vasto assortimento, oppure all’opposto proprio coloro che hanno articoli pregiati ma voluminosi. Negli ultimi anni il conto vendita si è ben affermato nel settore abbigliamento, accessori, gioielli, dove il riassortimento del locale avviene settimanalmente.
Ma quali sono i pro e i contro e per chi?
A una prima occhiata sembra essere a vantaggio del franchisee che non si deve preoccupare di gestire rimanenze od altro.
Però ci sono vantaggi anche per i franchisor. Ad esempio questa formula è ottima per chi si vuole espandere all’estero o comunque ampliare la propria fetta di mercato, o lanciare un nuovo articolo. Inoltre a volte il franchisor la utilizza per finanziare il franchisee che non sempre trova riscontri positivi dagli istituti bancari per finanziamenti o altro. Può inoltre essere molto più vantaggioso a lungo termine di royalties o canoni che sono a scadenza o periodici.
Per il franchisee, inoltre alla spensieratezza, è quella di abbassare i costi del locale, grazie ad avere solo un piccolo magazzino e un continuo ricambio di merce da proporre in vetrina.
Questo sistema dipende molto dalla capacità di vendita del franchisee, che se ha queste caratteristiche può essere molto vantaggioso. I contro invece si presentano sotto forma di costo di spedizione, se non è direttamente la casa madre che ritira la merce. Inoltre la tipologia di merce e il momento dei saldi è comunque stabilito dal franchisor e quindi può rivelarsi limitante per coloro che hanno più uno spirito manageriale e invece essere una sicurezza per coloro che sono:
alla prima esperienza
Richiedi Informazioni
ECCO ALCUNI PROGETTI IN CONTO VENDITA
Le donne funzionano meglio con il franchising
Secondo il Center for Women’s Business Research, le donne hanno naturalmente le caratteristiche adatte al franchising queste le caratteristiche analizzate:
* Acquirenti di rischio alto: il 66% delle donne titolari di aziende sono disposte a prendere rischi sostanziali o alti al momento di investire nella loro attività.
*Rapporti interpersonali e manageriali : le donne pongono un forte accento sulla creazione di reti e sulla gestione di negozi franchising, e di costruire e mantenere rapporti positivi nell’ambiente di lavoro. Esse sono più disposte a consultarsi con gli esperti, i dipendenti, e di altri imprenditori.
* Motivazione: Franchisor sono sempre più interessati a individui con caratteristiche di auto-motivazione e predisposti al duro lavoro. Le donne in Franchising sono quelle che nelle statistiche riescono nell’80% dei casi a portare aventi il loro bussiness. La motivazione e duro lavoro sono entrambi attributi che si applicano alle donne.
Fonti di informazione:
Business Council Nazionale Femminile
Centro per la ricerca di affari delle donne
U. S. Census Bureau’s Survey degli imprenditori
Fonte www.franchisingmanager.it
* Acquirenti di rischio alto: il 66% delle donne titolari di aziende sono disposte a prendere rischi sostanziali o alti al momento di investire nella loro attività.
*Rapporti interpersonali e manageriali : le donne pongono un forte accento sulla creazione di reti e sulla gestione di negozi franchising, e di costruire e mantenere rapporti positivi nell’ambiente di lavoro. Esse sono più disposte a consultarsi con gli esperti, i dipendenti, e di altri imprenditori.
* Motivazione: Franchisor sono sempre più interessati a individui con caratteristiche di auto-motivazione e predisposti al duro lavoro. Le donne in Franchising sono quelle che nelle statistiche riescono nell’80% dei casi a portare aventi il loro bussiness. La motivazione e duro lavoro sono entrambi attributi che si applicano alle donne.
Fonti di informazione:
Business Council Nazionale Femminile
Centro per la ricerca di affari delle donne
U. S. Census Bureau’s Survey degli imprenditori
Fonte www.franchisingmanager.it
Vantaggi del franchising
Proprietà di franchising offre vantaggi competitivi
Business basate su sistemi testati e con più probabilità di successo
“Nel lavorare per se stessi, ma non da soli” – questo è un adagio comune utilizzato per descrivere i vantaggi della proprietà in franchising. E non vi è reale validità di questa affermazione
Un operatore del settore indipendente assume un sacco di rischio quando si cerca di lanciare un nuovo business. Avviare un’impresa partendo da zero è un lavoro duro, e più della metà delle nuove imprese non riescono a diventare redditizie.
Il tasso di successo per il franchising è 90 + per cento. Il franchising è un settore in crescita – considerare questi fatti:
* Il settore del Franchising impiega oltre 8 milioni di persone negli Stati Uniti che sono la nazione da dove è partito il sistema.
* Un nuovo franchise è 2,5 volte più probabilità di successo di un business non in franchising.
Tutta la bellezza del franchising è che qualcuno ha già fatto il lavoro per voi. Le rughe vengono appianate, e il sistema è stato dimostrato attraverso l’esperienza del mondo reale. Proprietari di franchising non è necessario reinventare le ruote della macchina e per usare un termine automobilistico si guida una macchina testata.
L’acquisto di un franchising riduce drasticamente la curva di apprendimento per il business. La maggior parte dei franchisor fornisce la necessaria formazione sul modo di gestire l’azienda. E ‘come un nastro trasportatore veloce per acquisire molte conoscenze invece di imparare per tentativi ed errori, che è il difficile, e spesso costose, di fronte a imprenditori solo nelle sue scelte.
Come proprietario di un franchise, si arriva a essere il vostro capo nella zona di esclusiva di un business provato e vero. E ‘un bene dimostrato che funziona. Il franchisor ha dimostrato il successo del sistema, e possono condividere una formula ripetibile per un corrispettivo finanziario – la tassa di franchising, roy o fee d’ingresso.
Per coloro che pensando di acquistare un franchising vs avviare una propria impresa, valutare i seguenti vantaggi:
* Il diritto di voto è già stato sperimentato con successo.
* Il franchisor e franchisee attivi possono testimoniare l’affidabilità dei sistemi e delle operazioni aziendali.
* La formazione è offerto e accelera notevolmente il tempo necessario per avviare un’impresa.
* Il sistema operativo può essere appresa e seguita a duplicare i risultati positivi.
* Nome del riconoscimento del marchio – i clienti già esistono e sono fedeli al marchio.
* Molti franchisor forniscono assistenza sulla scelta della posizione commerciale, che può andare dal trovare il sito giusto alla negoziazione di vendita o affitto.
* Ingresso Franchisor sul posto può essere un fattore chiave per il successo a causa di precedenti esperienze con altre posizioni.
Supporto marketing in forma di pubblicità nazionale e locale, nonché pubblicità e pubbliche relazioni modelli da utilizzare, consentono ai proprietari di franchising di costo-efficacia diffondere la parola circa il loro commercio.
* Franchisee possono aspettarsi di ottenere un sostegno continuo da rappresentanti regionali, numeri verdi, intranet aziendali, meeting e convegni, così come più di formazione.
* Il franchisor vuole affiliati per avere successo e di solito fa di tutto per ottenere una nuova franchisee competente e fiducioso il più rapidamente possibile.
Business basate su sistemi testati e con più probabilità di successo
“Nel lavorare per se stessi, ma non da soli” – questo è un adagio comune utilizzato per descrivere i vantaggi della proprietà in franchising. E non vi è reale validità di questa affermazione
Un operatore del settore indipendente assume un sacco di rischio quando si cerca di lanciare un nuovo business. Avviare un’impresa partendo da zero è un lavoro duro, e più della metà delle nuove imprese non riescono a diventare redditizie.
Il tasso di successo per il franchising è 90 + per cento. Il franchising è un settore in crescita – considerare questi fatti:
* Il settore del Franchising impiega oltre 8 milioni di persone negli Stati Uniti che sono la nazione da dove è partito il sistema.
* Un nuovo franchise è 2,5 volte più probabilità di successo di un business non in franchising.
Tutta la bellezza del franchising è che qualcuno ha già fatto il lavoro per voi. Le rughe vengono appianate, e il sistema è stato dimostrato attraverso l’esperienza del mondo reale. Proprietari di franchising non è necessario reinventare le ruote della macchina e per usare un termine automobilistico si guida una macchina testata.
L’acquisto di un franchising riduce drasticamente la curva di apprendimento per il business. La maggior parte dei franchisor fornisce la necessaria formazione sul modo di gestire l’azienda. E ‘come un nastro trasportatore veloce per acquisire molte conoscenze invece di imparare per tentativi ed errori, che è il difficile, e spesso costose, di fronte a imprenditori solo nelle sue scelte.
Come proprietario di un franchise, si arriva a essere il vostro capo nella zona di esclusiva di un business provato e vero. E ‘un bene dimostrato che funziona. Il franchisor ha dimostrato il successo del sistema, e possono condividere una formula ripetibile per un corrispettivo finanziario – la tassa di franchising, roy o fee d’ingresso.
Per coloro che pensando di acquistare un franchising vs avviare una propria impresa, valutare i seguenti vantaggi:
* Il diritto di voto è già stato sperimentato con successo.
* Il franchisor e franchisee attivi possono testimoniare l’affidabilità dei sistemi e delle operazioni aziendali.
* La formazione è offerto e accelera notevolmente il tempo necessario per avviare un’impresa.
* Il sistema operativo può essere appresa e seguita a duplicare i risultati positivi.
* Nome del riconoscimento del marchio – i clienti già esistono e sono fedeli al marchio.
* Molti franchisor forniscono assistenza sulla scelta della posizione commerciale, che può andare dal trovare il sito giusto alla negoziazione di vendita o affitto.
* Ingresso Franchisor sul posto può essere un fattore chiave per il successo a causa di precedenti esperienze con altre posizioni.
Supporto marketing in forma di pubblicità nazionale e locale, nonché pubblicità e pubbliche relazioni modelli da utilizzare, consentono ai proprietari di franchising di costo-efficacia diffondere la parola circa il loro commercio.
* Franchisee possono aspettarsi di ottenere un sostegno continuo da rappresentanti regionali, numeri verdi, intranet aziendali, meeting e convegni, così come più di formazione.
* Il franchisor vuole affiliati per avere successo e di solito fa di tutto per ottenere una nuova franchisee competente e fiducioso il più rapidamente possibile.
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